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Timeline e stato della proposta

Timeline di EU Inc: le tappe già percorse, il negoziato in corso e perché entrata in vigore e possibilità di costituire una società non coincidono.

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17 settembre 2026 · 6 min di lettura

Timeline e stato della proposta

Timeline EU Inc: a che punto è la proposta e quando sarà davvero utilizzabile

EU Inc è la nuova forma societaria europea proposta dalla Commissione europea il 18 marzo 2026, oggi in fase di negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio. Le date che circolano sono molte e spesso confuse tra loro, perché adozione, entrata in vigore e possibilità concreta di costituire una società sono tre momenti distinti. Vediamo il calendario reale, con quello che è già accaduto e quello che resta un'ipotesi.

Timeline EU Inc: le date chiave da qui al 2027

Il percorso di EU Inc (il progetto noto anche come 28° regime, cioè un corpo di regole societarie europee che si affianca ai 27 ordinamenti nazionali) comincia nel 2024 con due rapporti e una petizione, e arriva oggi alla fase decisiva del negoziato. La tabella riassume i passaggi già avvenuti e quelli in calendario.

DataPassaggioStato
17 aprile 2024Rapporto Letta sul mercato unicoAvvenuto
9 settembre 2024Rapporto Draghi sulla competitivitàAvvenuto
Fine 2024Petizione della campagna eu-inc.orgAvvenuto
Gennaio 2025Bussola per la competitività della CommissioneAvvenuto
30 settembre 2025Chiusura della consultazione pubblicaAvvenuto
20 gennaio 2026Raccomandazioni del Parlamento europeoAvvenuto
21 gennaio 2026Von der Leyen adotta il termine EU Inc a DavosAvvenuto
18 marzo 2026Proposta della Commissione, COM(2026) 321Avvenuto
29 giugno 2026Progetto di relazione JURI, relatore RepasiAvvenuto
Autunno 2026Voto in commissione e in plenariaPrevisto
Novembre 2026Avvio del trilogoPrevisto
Fine 2026Obiettivo di accordo politicoPrevisto
2027Adozione formale e atti di esecuzionePrevisto

Sul fronte del Consiglio, il tracker indipendente the28thregime.eu documenta un lavoro tecnico intenso sotto la presidenza irlandese, con il primo testo di compromesso esaminato il 23 luglio 2026 e sessioni del gruppo di lavoro sul diritto societario che si sono susseguite per tutto settembre. In Parlamento il progetto di relazione del 29 giugno ha raccolto centinaia di emendamenti, segno che la distanza tra le posizioni è ancora reale.

Proprio qui si colloca il rischio più discusso, quello della diluizione. La campagna eu-inc.org sostiene che il registro europeo centrale sia già stato rimosso dalla bozza e che lo standard comune sulle stock option sia a rischio, e teme che il testo finale venga frammentato in ventisette versioni nazionali anziché essere rafforzato in una sola. È una posizione di parte, ma indica con precisione quali sono gli elementi ancora in gioco.

Quando sarà disponibile EU Inc?

Non prima del 2027 inoltrato, e secondo le stime più prudenti non prima dei primi mesi del 2028. La ragione è che tra l'accordo politico e la possibilità concreta di registrare una società passano diversi passaggi obbligati, nessuno dei quali è comprimibile a piacere.

Il primo è l'adozione formale del testo, attesa nel 2027 se l'obiettivo di accordo entro fine 2026 verrà rispettato. Il secondo è l'adozione da parte della Commissione degli atti di esecuzione, cioè le norme di dettaglio che definiscono per esempio il contenuto dello statuto modello europeo. Il terzo, il più sottovalutato, è la costruzione dell'infrastruttura tecnica: l'interfaccia centrale europea si appoggia a BRIS (il sistema di interconnessione dei registri delle imprese) e richiede il collegamento con i registri nazionali, un lavoro che gli Stati membri devono completare prima che la procedura funzioni davvero.

È per questo che le stime divergono. La lettura più ottimistica colloca l'operatività nei primi mesi del 2027, mentre le analisi degli studi legali che hanno esaminato il testo indicano come più realistico l'avvio delle prime costituzioni nei primi mesi del 2028, proprio per lasciare ai sistemi digitali nazionali il tempo di adeguarsi.

EU Inc quando entra in vigore?

Entrata in vigore e applicazione sono due cose diverse, e confonderle è l'errore più comune quando si parla delle tempistiche della nuova forma societaria europea. Un regolamento europeo entra in vigore pochi giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, ma questo non significa che le sue regole diventino immediatamente operative.

Nel caso della forma societaria europea il testo prevede espressamente che le norme principali si applichino dodici mesi dopo l'entrata in vigore, come rilevano le analisi dello studio Liedekerke e di altri studi legali che hanno esaminato la proposta. Quei dodici mesi sono il periodo in cui Stati membri, registri delle imprese e autorità nazionali devono predisporre quanto serve.

In parole semplice

Entrata in vigore significa che la legge esiste. Applicazione significa che puoi usarla. Tra le due, nel caso di EU Inc, passano dodici mesi: è la data di applicazione quella che conta per chi vuole costituire una società.

Di conseguenza, anche nello scenario più favorevole in cui l'accordo politico arrivi entro la fine del 2026 e la pubblicazione avvenga nel corso del 2027, la possibilità effettiva di registrare una società europea si sposta verso il 2028. Ed è bene ricordare che nessuna di queste date è garantita: finché il trilogo non si chiude, il calendario resta un'ipotesi di lavoro.

Cosa possono fare founder e professionisti italiani nel frattempo?

La cosa più utile è non mettere decisioni in attesa di una norma che non c'è ancora, perché oggi l'unica strada operativa per costituire una società in Italia resta quella nazionale. Chi sta valutando un progetto imprenditoriale nei prossimi mesi dovrà quindi ragionare su Srl, Srls o SPA, e considerare la forma europea come un'opzione futura da riesaminare, non come un'alternativa già disponibile.

Ci sono però tre verifiche che conviene impostare fin da ora. La prima riguarda la residenza fiscale: l'articolo 73 del TUIR, nella formulazione in vigore dal 2024, considera residente in Italia la società che vi ha sede legale, sede di direzione effettiva o gestione ordinaria, e la nuova forma societaria europea non modificherà questo criterio. La seconda riguarda le agevolazioni: resta da chiarire come la forma europea si raccorderà con il regime italiano delle startup innovative, quindi chi punta su quegli incentivi ha ragioni concrete per restare sulla Srl. La terza riguarda gli strumenti di investimento: le clausole e i contratti usati oggi nei round seguono il diritto nazionale, e continueranno a farlo fino a quando il nuovo quadro non sarà applicabile.

Per i commercialisti e i consulenti, infine, il momento è utile per seguire il negoziato sugli aspetti che incidono davvero sulla consulenza, cioè il destino del registro centrale, lo standard sulle stock option e la misura in cui il testo finale continuerà a rinviare al diritto nazionale.

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EU-INC Italia

Contenuto a cura della redazione di EU-INC Italia, progetto editoriale indipendente dedicato al nuovo regime societario europeo.

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